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Nel 1998 viene bandito dalla Soprintendenza Speciale Arte
Contemporanea, su incarico del Ministro per i Beni Culturali,
il concorso internazionale di idee per la realizzazione a Roma
del nuovo polo nazionale espositivo dedicato all'arte e all'architettura
contemporanee. Tra le 273 candidature, il progetto vincitore risulta
quello dell'architetto Zaha Hadid, che convince la giuria per la sua
capacità di integrarsi nel tessuto urbano grazie ad una soluzione
architettonica innovativa e altamente creativa. La progettazione
definitiva conferma l'idea di campus urbano, in cui la tradizionale
nozione di edificio si amplia in una dimensione più vasta, che investe
tanto lo spazio della città quanto quello interno. La complessità
delle forme, il loro profilo sinuoso, il variare e l'intrecciarsi delle quote determinano una trama spaziale e funzionale di grande complessità. I due musei - MAXXI arte e MAXXI architettura - ruotano intorno alla grande hall a tutta altezza dalla quale si accede ai servizi di accoglienza, alla caffetteria, al bookshop, ai laboratori didattici, all'auditorium e alle sale per eventi dal vivo, alle gallerie dedicate alle esposizioni temporanee e alle collezioni di grafica
e fotografia. Molteplici ambienti che convivono in una sequenza
di suites caratterizzate da un uso modulato della luce naturale.
Lo spazio non si identifica esclusivamente in un percorso lineare,
ma offre una gamma di scelte alternative per far sì che il visitatore
non torni mai sui propri passi, godendo di suggestivi scorci
panoramici sull'architettura, le opere e la città.
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