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La Galleria
Nazionale d'Arte Moderna apre dal 10 settembre
al 12 gennaio 2003 la più ampia mostra
personale dedicata da un museo italiano all'artista
spagnolo Miquel Barceló (Felanitx,
Maiorca, 1957).
L'esposizione prosegue l'intento di realizzare
periodicamente personali di artisti contemporanei
riconosciuti internazionalmente sia italiani
che stranieri, ma connotati da un forte
legame di riferimento culturale ed artistico
con il nostro paese, come è avvenuto
recentemente con Jannis Kounellis.
Il progetto della mostra, curato da Anna
Mattirolo, prende l'avvio dalla presentazione,
in anteprima, di un gruppo di sedici ceramiche
realizzate dall'artista a Vietri (Salerno),
appositamente per questa mostra, che si
articola intorno allo sviluppo, nelle opere
pittoriche e scultoree, di tematiche presenti
nelle ceramiche.
La mostra è allestita al piano terreno
del Museo: la Sala delle Colonne e il Salone
Centrale ospitano un percorso che si snoda
tra circa una sessantina di opere allestite
in modo da ricreare la suggestione dei vari
ateliers di Barcelò nei quali le
tematiche della sua poetica - il fluire
del tempo, la relazione tra iconografia
e materia, la natura morta, la nascita della
vita - prendono forma attraverso la ricerca
e la sperimentazione di differenti tecniche
di lavorazione.
Barceló sviluppa dalla metà
degli anni Settanta un linguaggio particolarmente
focalizzato sull'indagine delle relazioni
tra la materia e l'organico ed espone nelle
sue prime mostre a Palma di Maiorca nel
1976 e a Barcellona nel 1977 tele ricoperte
di colore nel quale incorpora diversi elemento
organici, disegni e pezzi di vetro.
Dai primi anni Ottanta rivolge l'attenzione
all'uso della materia pittorica su tela,
introducendo motivi figurativi rappresentati
da elementi zoomorfi su di un unico piano
frontale e collages di cartoni e disegni
sovrapposti sul quadro.
In questi anni sperimenta la libertà
del gesto pittorico che riempie tutta la
superficie grazie al movimento del suo corpo,
poiché realizza le sue composizioni
ponendo la tela sul pavimento.
Mentre i suoi riferimenti artistici vanno
da Rembrandt, Caravaggio, Tintoretto a Tápies,
Pollock e Beuys, la varietà delle
tecniche di realizzazione delle opere e
la molteplicità dei materiali usati
costituiscono una sorta di memoria progressiva
dei luoghi visitati in tutto il mondo dall'artista,
appassionato viaggiatore in perenne movimento:
tra gli altri, Maiorca, Barcellona, Parigi,
Napoli, il Portogallo, New York, Palermo,
il Mali, Vietri.
Partecipa nel 1982 a Documenta VII a Kassel
e nel 1995 alla Biennale di Venezia.
Tra le numerose mostre personali, si ricordano
le più recenti presso musei internazionali:
nel 1994 alla White Chapel Art Gallery di
Londra, nel 1996 al Centre Pompidou di Parigi,
nel 1998 al Macba di Barcellona, nel 2000
al Museu de Arte di San Paolo in Brasile
e al Musée des Arts decoratifs di
Parigi e nel 2002 alla Fondation Maeght
di St.Paul de Vence.
Il catalogo della mostra viene pubblicato
dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna.
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Mono, 1993
bronzo, 81x75x45 cm |
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Melograni, 2002
ceramica, 22x57 cm |
Grand animal europeu,
1991,
tecnica mista su tela, 200x300 cm |
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Atelier avec six taureaux,
1994,
tecnica mista su tela, 235x375 cm |
In extremis II, 1994
tecnica mista su tela, 200x300 cm |
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