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Promossa da:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
DARC - Direzione Generale per l'Architettura e l'Arte Contemporanee
Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Napoli e Provincia
Dipartimento di Urbanistica - Istituto Universitario di Architettura di Venezia
Facoltà di Architettura - Università degli Studi Roma Tre
Dipartimento di Ingegneria Civile - Università degli Studi di Roma Tor Vergata
Dipartimento di Progettazione Architettonica e Ambientale - Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento di Storia e Processi dell'Ambiente Antropizzato - Seconda Università degli Studi di Napoli
Dopo la mostra del 1999 a Venezia, curata da Paola Di Biagi e quella del 2002 a Roma, a cura di Margarita Segarra Lagunes, questa edizione napoletana, curata da Ugo Carughi assieme al catalogo (Ed. CLEAN) e all’allestimento, propone una rilettura degli esiti del “Piano incremento occupazione operaia. Case per lavoratori”, noto come Piano INA Casa o Piano Fanfani, con approfondimenti riguardanti il contesto napoletano curati, in particolare, da Lilia Pagano e da Sergio Stenti.
Accanto ai materiali espositivi, dal Piemonte alla Sicilia, ordinati in diverse sezioni da Ugo Carughi e da Pasquale Belfiore, la mostra propone l’interpretazione della fotografia contemporanea nelle immagini di Libero De Cunzo, Fabio Donato e Claudio Garofalo. Il video di Mario Franco Povera ma bella? fa rivivere le sequenze della grande ricostruzione, dalle rovine della guerra al sorgere dei nuovi quartieri, alle interviste dei protagonisti.
L’attuazione di quel piano ha rappresentato un’importante esperienza per la ‘ricostruzione’ della dignità civile della nazione e della sua identità territoriale, per la definizione di una nuova immagine delle città, per il miglioramento delle condizioni abitative di migliaia di famiglie, per l’affermazione del ruolo di architetti e urbanisti. I quartieri costruiti allora in tutta Italia rappresentano ancora oggi significative testimonianze di un momento politico e culturale irripetibile per l’unità di intenti che attraversò l’intera Penisola.
La mostra e il catalogo ripropongono un approfondimento dell’intera vicenda, sotto molteplici punti di vista, per comprendere il messaggio attuale dei quartieri INA Casa nella metropoli contemporanea, al di là dei luoghi comuni e delle interpretazioni sommarie, che vedono la città della seconda metà del Novecento come un’indistinta e dequalificata periferia.
Hanno contribuito all’iniziativa la DARC, la Soprintendenza B.A.P. e P.S.A.E. di Napoli e Provincia, l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Napoli, l’ACEN, la Metropolitana di Napoli. Un ulteriore contributo è stato dato da: Akzo Nobel Coatings SpA, Cimmino Calce, Degussa CC. Italia SpA, General Elektronics srl, Rankover.
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