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Il Ministero
per i beni e le attività culturali
e la Direzione generale per l’architettura
e l’arte contemporanee presentano,
nell’ambito della 50esima Esposizione
Internazionale d’Arte, l’esposizione
dedicata alle opere realizzate dai quattro
finalisti dell’edizione 2002-2003
del Premio per la giovane arte italiana,
organizzato lo scorso autunno nell’intento
di promuovere la ricerca artistica nazionale
cogliendone le esperienze più significative.
La mostra, a cura di Paolo Colombo e di
Monica Pignatti Morano, è allestita
dall’architetto Stefano Filippi presso
il Padiglione Venezia ai Giardini della
Biennale.
La giuria del Premio per la giovane arte
italiana 2002-2003 - composta da Sandra
Pinto (presidente), Paolo Colombo, Giovanni
Cordero, Marco Di Capua, Gabriele Guercio,
Cornelia Lauf, Maria Vittoria Marini Clarelli,
Anna Mattirolo, Cristiana Perrella - ha
selezionato tra 402 partecipanti i quattro
artisti che hanno presentato il 17 marzo
scorso il progetto per un lavoro originale
per la collezione del MAXXI-Museo nazionale
delle arti del XXI secolo, tenendo conto
sia della missione del museo nascente, sia
dei caratteri architettonici degli spazi
dell’ex caserma Montello dove sarà
realizzato, entro il 2005, il progetto dell’architetto
anglo-irachena Zaha Hadid.
Il 31 gennaio scorso la giuria ha deliberato
all’unanimità di selezionare
come finalisti Charles Avery (Oban, Scozia,
1973), Avish Khebrehzadeh (Teheran, Iran,
1969), Sara Rossi (Milano, 1970) e Carola
Spadoni (Roma, 1969). Il carattere unitario
della scelta consiste nell’aver identificato
quattro artisti che hanno dimostrato personalità,
capacità creativa e uso duttile e
multiforme dei linguaggi contemporanei.
Afferma la giuria: “La complessa ricerca
di Charles Avery è notevole per capacità
inventiva e rigore intellettuale e fa perno
sull’uso sapiente del disegno, pur
nella varietà delle forme espressive.
Avish Khebrehzadeh giunge a sofisticati
livelli di elaborazione di un’immagine
visionaria e malinconica, nella quale sono
sintetizzate con grande forza poetica la
sua cultura d’origine e la sua formazione
italiana. Sara Rossi utilizza, con notevole
padronanza, i più attuali strumenti
di produzione di immagini, per esplorare
la ricchezza, la complessità della
grande tradizione figurativa italiana ed
europea. Carola Spadoni estrae dalla cultura
cinematografica la purezza e l’autonomia
di una produzione di video arte che nel
suo svolgimento ha profondi legami con il
mondo della pittura”.
Il compenso previsto per ciascuno dei quattro
finalisti è di 6.000 Euro per l’elaborazione
del progetto e di 12.500 Euro per la realizzazione
dell’opera.
Charles Avery presenta una installazione
realizzata con disegni e un tavolo scultura
in acciaio sul quale è appoggiato
un tetraedro, legato al significato che
oggi attribuiamo ai numeri uno, due e tre
in rapporto alla relazione tra gli esseri
viventi, alla condizione di solitudine,
alla ricerca esistenziale.
Avish Khebrehzadeh ha realizzato disegni
di grandi dimensioni impiegando matita,
pastello e olio d’oliva su carta di
riso che rappresentano scene circensi con
personaggi dai tratti umani e figure simboliche,
su cui sono proiettate animazioni di disegni,
accompagnate da musica. Il tema centrale
della sua opera è quello dell’alter
ego e della trasformazione dell’identità
dell’essere umano, metaforicamente
sospeso tra realtà terrena e mondo
interiore.
Sara Rossi ha ideato una doppia video-installazione
dal titolo “Le cocu magnifique”
(2003, Dvd, 8’ e 1’, audio stereo,
colore) composta da due video, uno proiettato
su schermo e uno su monitor. Il soggetto
è una riflessione ironica e allo
stesso tempo amara sulla circolarità
del tempo nel quale tutto continua, o sembra
continuare, in modo uguale nonostante la
storia e il progresso, conducendo sognatori
e girovaghi ad una perenne fuga dalla realtà.
Carola Spadoni presenta una mise en espace
del cinema. Per “DIO è MORTO”
(2003, Dvd, 5’, colore, dolby surround)
ha ideato appositamente un nuovo formato
di fotogramma in 32:9. Girato in Super 35mm,
il fotogramma è stato diviso in due
16:9 in post produzione per essere poi proiettata
nella sua interezza in 32:9. La messa in
scena western svela una cowgirl sanguinante
che lungo il cammino tenta di spogliarsi
dei suoi vestiti. Sotto ad ogni strato ne
ha sempre un altro. La fine è un
accenno in cui lo sviluppo è lasciato
all’immaginazione dello spettatore.
Il lavoro mette a fuoco la difficoltà
del cambiamento sottolineando il valore
del dubbio rispetto alle certezze e la possibilità
dell’esodo da ruoli e definizioni
troppo certi.
L’edizione 2002-2003 del premio a
concorso è stata aperta agli artisti
italiani e stranieri (residenti in Italia
o domiciliati da almeno sei mesi) nati a
partire dal 1° gennaio 1967, che abbiano
presentato la documentazione richiesta entro
il 20 dicembre 2002. Tale materiale è
stato vagliato dalla Giuria di selezione,
composta da otto rappresentanti di musei,
di istituzioni culturali e della critica.
Il Premio è stato articolato in tre
fasi operative:
- la Giuria ha selezionato i curricula dei
concorrenti entro il 31 gennaio 2003 per
definire i quattro finalisti;
- i quattro artisti selezionati hanno presentato
ciascuno entro il 17 marzo 2003 il progetto
di un’opera originale, che dovrà
essere consegnata entro il 10 giugno 2003;
- le quattro opere sono esposte presso il
Padiglione Venezia nell’ambito della
50esima Esposizione Internazionale d’Arte
(15 giugno – 2 novembre 2003) e concorrono
all’assegnazione del Premio della
Giuria Internazionale (15.500 Euro) e al
Premio del Pubblico (15.500 Euro).
Hanno partecipato a questa edizione del
Premio 402 artisti, tra i quali il gruppo
più numeroso appartiene alla fascia
di età tra i 28 e i 35 anni, che
attesta un gruppo compatto di personalità
strutturate, già formate culturalmente
e motivate dal punto di vista professionale.
Le presenze estere sono state una ventina.
Dall’analisi delle domande è
emersa la mappa della geografia artistica
del territorio nazionale: l’adesione
al Premio è stata massiccia dal Lazio
e dalla Lombardia, così come dalla
Toscana e dalla Campania, seguite da Piemonte,
Emilia Romagna, Marche e Sicilia; meno vivaci,
ma comunque rappresentate, appaiono Liguria,
Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Il catalogo della mostra, a cura della Direzione
generale per l’architettura e l’arte
contemporanee, è pubblicato da Gangemi
Editore.
Biografia degli artisti finalisti
• Avish
Khebrezadeh
• Carola
Spadoni
• Charles
Avery
• Sara
Rossi

clicca sulle immagini
per ingrandirle
Assegnazione del Premio
della Giuria Internazionale
nell’ambito della 50° Biennale
Internazionale di Venezia
giugno 2003
Assegnazione del Premio
del Pubblico
nell’ambito della 50° Biennale
Internazionale di Venezia
novembre 2003
Coordinate del Premio:
- Segreteria del Premio
- PARC
Monica Pignatti Morano, Silvana Freddo,
Angelandreina Rorro, Stefania Vannini
tel. 06 58 43 48 02 – 58 43 48 05
– 58 43 48 19 fax 06 58 43 48 17 e-mail:
mpignatti@parc.beniculturali.it
- Relazioni istituzionali
e comunicazione- PARC
Lorenza Bolelli, tel. 06 58 43 48 50 e-mail: - Ufficio stampa Alessandra
Santerini, cell. 335 68 53 767, e-mail:
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