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MAXXI



APPUNTAMENTI


RESTAURARE IL CONTEMPORANEO



 

RESTAURARE IL CONTEMPORANEO

Rassegna a cura di Margherita Guccione

MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo

Via Guido Reni 2, Roma

Iniziative 2005-2006

 

Restaurare il contemporaneo è una rassegna di incontri e conversazioni sui temi della manutenzione, restauro e conservazione di opere di architettura moderna o contemporanea. Come intervenire, come conciliare il riuso e gli inevitabili processi di trasformazione con il mantenimento dei caratteri originari? La rassegna, avviata dalla giornata di studi dedicata alla Tomba Brion di Carlo Scarpa, è l'occasione per rispondere a questi quesiti, riflettendo sui problemi posti da un caso di studio, una superficie decorata, un singolo edificio, un complesso edilizio, un intero quartiere o un'area dismessa. A partire dalla testimonianza diretta dei progettisti, dei conservatori o degli altri soggetti coinvolti saranno messi a confronto temi teorici e metodi operativi, presentando dettagliatamente un'esperienza concreta e circoscritta.

Gli incontri

14 marzo 2006

LUCIO FONTANA
SPAZIO ARTE CONSERVAZIONE
Il soffitto dell’hotel del Golfo Isola d’Elba

18 novembre 2005

MIES SEAGRAM
MANTENERE LA PERFEZIONE
Conversazione con Giovanni Pasanella
Conservatore del Seagram Building

19 settembre 2005

IL RESTAURO DELLE OPERE DI CARLO SCARPA

Dopo i primi incontri, il nuovo appuntamento di Restaurare il Contemporaneo del 14 marzo 2006 alle ore 17,30 presso il MAXXI, riguarda l’acquisto e lo stacco dell’opera che Lucio Fontana ha realizzato nel 1956 sul soffitto della sala da pranzo dell’Hotel del Golfo all’Isola d’Elba.
Il soffitto è segnato da solchi, linee e fori realizzati su uno strato di intonaco di calce, che Fontana rifinisce e sottolinea con stesure di colore.
La necessità dei proprietari di ampliare e razionalizzare gli spazi dell’hotel ha messo in serio pericolo la conservazione dell’opera di Fontana. Il progetto di sopraelevazione dell’albergo prevedeva, infatti, la demolizione del solaio che non avrebbe retto ulteriori carichi. 
L’azione congiunta della Soprintendenza per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico di Milano, della DARC e della Fondazione Fontana ha consentito di salvare questa preziosa testimonianza del tentativo di fondere arte e architettura.
Nel 2001 l’opera è stata acquistata dallo Stato con fondi del Piano per l’Arte Contemporanea e subito sono iniziate le operazioni di smontaggio.
L’intervento, iniziato nell’ottobre 2002 e concluso nell’aprile 2003, ha presentato non poche difficoltà tecniche.
Ai rilievi grafici, fotografici e fotogrammetrici sono seguiti un primo consolidamento della superficie e la velinatura. Dopo un attento studio la superficie è stata suddivisa in venticinque parti. Il taglio è iniziato dal basso. Dopo questa operazione è stata montata una struttura di sostegno che ha consentito di smontare la struttura in laterocemento, completare il taglio dalla parte superiore, portare a terra i pannelli e rimuovere tutti gli starti superiori liberando l’intonaco su cui Lucio Fontana aveva lavorato.
I pannelli sono attualmente conservati in un deposito in attesa del restauro.
“L’arte è eterna, ma non può essere immortale…..Potrà vivere un anno o millenni, ma l’ora verrà sempre, della sua distruzione materiale”. Così Fontana scrisse nel 1947.
Il sollecito intervento dello Stato con l’acquisto del soffitto ha consentito di prolungare la vita di un’opera significativa della ricerca di Lucio Fontana e importante per la cultura artistica e architettonica italiana del secondo Novecento.

L’incontro del 18 novembre 2005, ha avuto come oggetto il Seagram Building di Mies van der Rohe ed i problemi connessi alla manutenzione dell’edificio. Introdotto da Margherita Guccione l’incontro curato da Cristina Finucci ha presentato, il lavoro, le esperienze e i ricordi di Giovanni Pasanella, l’architetto che per circa trent’anni è stato il conservatore dell’edificio su incarico della committenza. Ha concluso Maristella Casciato, proponendo un’efficace e sintetica lettura dei caratteri di monumentalità dell’edificio, il capolavoro di Mies a New York.
Come tutti gli edifici ad uso ufficio, il Seagram ha dovuto adattarsi alle mutate esigenze di lavoro prodotte dell’evolversi della tecnologia: ad ogni cambiamento è corrisposto un mutamento nella distribuzione degli ambienti, degli arredi; si è reso necessario il cablaggio, l’adeguamento alle nuove norme di sicurezza nonché alla sostituzione degli impianti che diventavano obsoleti. Si è dovuto far fronte, inoltre, al processo di invecchiamento ed usura dei materiali mediante la loro conservazione e ove necessario attraverso la loro sostituzione.
Inoltre i frequenti cambiamenti dell’apparato gestionale dell’immobile hanno prodotto la necessità di rinnovare continuamente gli spazi: almeno trecento progetti di ristrutturazione sono stati affidati dalla Seagram & Sons a Giovanni Pasanella. Questo costante processo di modernizzazione è avvenuto attraverso un attento lavoro, sia di ordine filologico che tecnico, condotto con l’intento di rispettare il pensiero di Mies.

Il primo incontro della rassegna tenutosi il 19 settembre 2005, ha affrontato il tema “Il restauro delle opere di Carlo Scarpa”. Le opere di Scarpa rappresentano infatti un caso emblematico per le questioni del restauro e della conservazione di opere di architettura contemporanea: la raffinatezza delle sue soluzioni, la continua ricerca sui materiali e sulla loro resa, l’uso della luce e dell’acqua e le diverse tecniche costruttive forniscono un eccezionale banco di prova per definire modalità di intervento capaci di contrastare il degrado rispettando i caratteri e le materie originali, anche sulla base dei documenti dell’archivio Scarpa, il cui inventario è in corso con la cura della DARC.
Gli studiosi e i ricercatori invitati hanno fornito un primo bilancio delle conoscenze dello stato di conservazione del patrimonio scarpiano e delle esperienze già effettuate, secondo tre linee di riflessione: il restauro del contemporaneo e la ricerca (Mario Piana,Sergio Poretti), il ruolo della documentazione di archivio (Margherita Guccione, ErildeTerenzoni), la presentazione di alcuni importanti restauri a Venezia (Renata Codello), a Possagno nella Gipsoteca canoviana (Fernando Fiorino), a Verona nel Museo di Castelvecchio (Alba di Lieto).
Particolare attenzione è stata dedicata al caso della Tomba Brion a San Vito di Altivole, l’opera che ha impegnato maggiormente Scarpa nell’ultimo decennio di vita. Sono stati presentati e discussi i risultati del Seminario internazionale sul restauro architettonico”, organizzato dal centro CISA Palladio nel giugno 2004, a Vicenza e nel cimitero di san Vito di Altivole. L’iniziativa ha fornito una prima valutazione dettagliata dello stato di degrado degli edifici e ha permesso di approfondire, attraverso la discussione teorica e l’indagine diretta sul monumento, gli aspetti progettuali, esecutivi e materiali dell’opera.
 
I prossimi incontri della rassegna riguarderanno il restauro del Grattacielo Pirelli, il restaurodelle Poste di Libera all’Aventino, con la presentazione dell’ultimo libro di Sergio Poretti e il restyling del Centre Pompidou.
DARC Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanee
MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
MAXXI architettura
Restaurare il contemporaneo
rassegna di incontri a cura di Margherita Guccione
organizzazione
MAXXI architettura
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