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L’acquisto
della collezione di grafica del Novecento
europeo di Luciana Tabarroni, destinato
al Gabinetto dei disegni e delle stampe
della Pinacoteca bolognese, può considerarsi
tra le più rilevanti operazioni messe
a punto dalla Direzione Generale per l’architettura
e l’arte contemporanee (DARC) nel
corso dell’anno passato. Esso si inserisce
infatti nel piano per il 2002, conseguendone
uno degli obiettivi primari, vale a dire
l’avvio di una strategia rivolta alla
crescita delle collezioni d’arte contemporanea
dei musei dipendenti dal Ministero per i
beni e le attività culturali.
Sono trascorsi solo pochi giorni dall’inaugurazione
delle mostre distribuite tra l’Istituto
nazionale per la Grafica e il Museo nazionale
per le arti del XXI secolo (MAXXI), dove
vengono presentati i recenti acquisti, sostenuti
dalla PARC, per la Galleria nazionale d’arte
moderna e contemporanea di Roma, per il
MAXXI, nonché per l’Istituto
nazionale per la Grafica. Proprio nel catalogo
dedicato a quest’ultimo istituto trova
spazio una sezione relativa alla collezione
Tabarroni, a sottolineare il particolare
significato di tale acquisizione nel contesto
più generale delle raccolte demaniali
italiane. L’acquisto della Collezione
Luciana Tabarroni, infatti, non si limita
a colmare una lacuna retrospettiva del Gabinetto
dei disegni e delle stampe della Pinacoteca
di Bologna, ma vi apre nuove frontiere.
Tra le più prestigiose collezioni
italiane di grafica antica, il Gabinetto
bolognese in realtà chiudeva rigorosamente
i suoi battenti in epoca ottocentesca, registrando
uno scarto qualitativo man mano la collezione
si inoltrava nel corso del secolo XIX, passando,
ad esempio, dalle prove rare o uniche della
grafica fiamminga e tedesca delle origini,
alle incisioni di riproduzione, di ambito
e interesse locale, prodotte nell’Ottocento.
Ora, a far da contrappeso a questa sbilanciata
situazione, si pone la neo- acquisita collezione,
che dispiega al suo interno diversi tra
i capolavori riconosciuti della grafica
dello scorcio dell’Ottocento e, soprattutto,
del Novecento, non tralasciando nessuno
dei principali protagonisti che praticarono
con rilievo internazionale l’arte
incisoria.
Tale acquisizione, dunque, conferma e insieme
rafforza la tradizionale apertura sull’Europa
della collezione antica, senza alcuna soluzione
di continuità rispetto ai suoi alti
parametri qualitativi.
Nello stesso momento, con la Collezione
Luciana Tabarroni, l’istituto bolognese
è entrato a far parte del circuito
delle raccolte grafiche pubbliche di arte
contemporanea in Italia.
Sarà inevitabilmente sua cura sollecitare
nuovi incrementi orientati in tal senso
attraverso l’esercizio dell’acquisto,
ma dovrà essere anche una sua costante
attenzione l’incentivazione di donazioni
che, auspicabilmente, non mancheranno di
profilarsi all’orizzonte, concorrendo
nel tempo a delineare un profilo patrimoniale
costantemente dinamico e in divenire.
Pio
Baldi
Direttore generale per l’architettura
e l’arte contemporanee
Ministero per i beni e le attività
culturali
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